Archive for the 'italia' Category

Episodio 155

novembre 22, 2008

scuola
Trovo molto basso e scorretto fare della polemica politica su un evento tragico come quello di un diciassettenne che muore sotto il tetto crollato di una scuola pubblica. Qui c’è da vergognarsi un po’ tutti.

Episodio 153

novembre 22, 2008

marzulloCioè: secondo te i soggetti che sono in grado di appassionarsi, tra i problemi dell’Italia, solo al casino Villari e gli eventuali benefici, secondo te questi conoscono “delle persone in gamba e di un’età ragionevole” disposti a sputtanarsi per fare il presidente (ma anche il consigliere) della RAI? Secondo me invece questo genere di persone fa altro e lo fa molto bene. Alla RAI ci mettano Marzullo, è l’uomo giusto al posto giusto. Con pieni poteri e sostenuto da tutti i partiti, o comunque da tutti quelli che ancora esistono. Magari dopo le menti eccelse del PD potrebbero occuparsi finalmente di questioni interessanti (non arrivo a pensare a niente di strategico o importante per il Paese che la classe dirigente attuale del PD possa fare con quel genere di cervelli) e Veltroni magari tornarsene a casa ad annaffiare piante.

Episodio 145

novembre 14, 2008

http://notinmyname.tumblr.com/page/2

Come passare da un’idea patetica e triste ad una geniale e divertentissima.

Episodio 140

novembre 8, 2008

“Avevo anche e ho tuttora una contusione al piede che è riportata sul ginocchio che non mi impediva assolutamente di sedermi o di rialzarmi eventualmente dopo”. Alberto Paladino detto Zippo è il mio nuovo punto di riferimento per l’autunno caldo che si sta per scatenare.
Gné gné gné

Episodio 138

novembre 8, 2008

cossiga”Un’efficace politica dell’ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti”
”Un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, l’occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata non è cosa poi tanto grave”
”Il mio consiglio è che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati”.
”(…) cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l’odio verso di essi e i loro mandanti, o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L’Unità, li sorregge”.
”Aspetterei ancora un po’ adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ‘Bella ciao’, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno”
”Il comunicato del Viminale dovrebbe dire che si è intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco, di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di ‘Hitler! Hitler!’. Questo il mio consiglio”.
Estratti da una lettera aperta del Senatore a vita Francesco Cossiga al capo della Polizia  Antonio Manganelli, novembre 2008

Episodio 137

novembre 8, 2008

veltronihole[Post lungo banale impreciso ombelicale e grammaticalmente scorretto. Lo dico subito per non obbligarti a leggere. Non si capisce bene il senso ma è sintetizzabile in due parole: Walter Veltroni non capisce che è arrivato l’autunno e che l’Italia è un Paese nell’ordine: brutto sporco e cattivo. Puoi continuare nella lettura o no. È uguale. I pezzi in corsivo sono ricopiati abbastanza fedelmente da un articolo di David Rieff apparso questa settimana su Internazionale. L’immagine a sinistra è di Giavasan]

A botta calda appena dopo averlo visto al telegiornale ho reagito così. Percepivo nettamente come Walter Veltroni stesse facendo la figura dello sfigato. In sintesi andava dicendo di un vento nuovo, che l’America detta il mood e che nulla sarebbe stato più come prima lasciando intendere con malcelato entusiasmo: la prossima volta vinco io non vi sembro già un po’ più nero? Non esattamente con queste parole e quel che ho inteso io è del tutto soggettivo, ma il senso è quello. Una roba da sfigati alla canna del gas o comunque da persone che hanno decisamente sbagliato pianeta, secolo o quantomeno decennio. E che senza un governo ombra di dubbio non conoscono gli abitanti del proprio Paese. La mia netta impressione si conferma con la lettura degli editoriali dei quotidiani americani, alcuni puntualmente tradotti da Internazionale, e immedesimandomi in quel momento di certo storico però molto lontano da me vissuto la notte tra il 4 ed il 5 novembre 2008. Ripensando a Walter, la cui immagine disturba la gioia e il trasporto dell’immedesimazione, viene da fare dei confronti con alcuni passaggi insignificanti di quelle cronache. Quei dati che a prima vista sfuggono e prolungano il clima obamiano eterodiffuso che c’è in giro. Pensando e parlando degli Stati Uniti si tende sempre a far confronti e sono sempre confronti impietosi e dall’esito tristerrimo dobbiamo dirlo.
“I lavoratori bianchi degli stati industriali come la Pennsylvania, che McCain aveva sperato di conquistare durante la campagna elettorale, hanno votato con una percentuale molto alta per Obama”. E allora penso agli operai lombardi per esempio, figli di operai comunisti che avevano due cose in testa nella vita: la fabbrica e rinnovare la tessera del Partito. Forse a quei tempi Walter facevi carriera in Sezione o immagino qualcosa di simile. Diciamo che i tuoi problemi non erano certo sporcarsi le mani arrivare alla fine mese, al limite ti infastidivano le trattative per qualche Municipio della capitale o cose di questo calibro. Di sicuro adoravi le domeniche a piedi e sarai stato tifoso della Juve ma anche della Lazio di Chinaglia. L’operaio comunista e Walter che dice di non essere mai stato comunista in fondo in fondo comunque votavano allo stesso modo: comunista. Invece nel 2008 l’operaio lombardo ha paura del negro, non vuole sentir parlare di moschee e non vuole gente intorno che possa somigliare a qualcuno che un giorno gli ciulerà la BMW. In base al livello di inquadramento salariale questo operaio differenzia il suo voto: si passa da Lega, Forza Italia, AN. Sono contenti per Obama, leggono si informano e qualcuno va a messa la domenica ma a te Walter non ti cagano. Walter come pensi che Obama li convinca a votare per te che sei ancora quello sfigato che fa trattative per decidere gli incarichi del governo ombra ma anche qualcosa d’altro di scarsissima importanza?
“Obama è stato capace di mobilitare una massa di persone che finora si era sempre astenuta o aveva votato solo poche volte: soprattutto afroamericani e giovani”. Walter, in Italia non ci sono afroamercani ma a sentir loro qui è pieno di giovani. E in Italia ci sono moltissimi africani e, se non suonasse male, ci sono tanti afroitaliani. Gli africani (ma anche tutti gli stranieri della prima ora) sono politicizzati ma non votano, fanno però tantissime feste dal cazzo anche divertenti dove vendono collanine e cibo di dubbia provenienza si balla e si canta e di sicuro Walter ci sei andato almeno una volta. Gli afroitaliani sono di meno ma votano fanno lavori normali e si sanno far rispettare quando c’è bisogno. Uno è mio vicino e mi invita spesso a cena. Non ha votato per il Partito Democratico anche se Veltroni mi è simpatico ha detto. Vota per la Lega e non se ne vergogna. Va alle riunioni del Partito (i leghisti chiamano il loro partito il Partito con un certo rispetto) e nessuno nota niente di strano. Walter, non ti considerano e trovano ridicolo eventualmente far parte del consiglio comunale ombra. I giovani quelli giovani veramente hanno Facebook e della politica non glie ne frega niente vogliono scopare e tu Walter non sei molto erotico, anche questo è un punto che dovresti considerare. Obama l’hanno sentito nominare, quelli un po’ cresciuti e che Facebook lo guardano solo nel fine settimana usano Obama per fare colpo su certe donne. Mi spieghi Walter a cosa porterebbe sostenere una conversazione interamente incentrata sulla tua figura e sulle tue prospettive politiche? Alcuni di loro pensano che la Gelmini sia scopabile e la voteranno alle europee se Silvio la candida. Forse il Partito Democratico è stata una bella pensata, obbligata visto il paesaggio di allora ma pur sempre una bella pensata. Forse se a lavorare al programma e alla campagna elettorale ci fossero stati meno registi cantanti attori e filosofi della scienza (la versione colta di nani e ballerine craxiane o delle zoccole e trans di epoca moderna) poteva essere oltre che una bella pensata anche un partito politico. Se negli organismi politici o come cazzo si chiamano adesso e nella testa di certe persone ci fosse stato un po’ più di umiltà e di preoccupazione per la gente (detta anche ggente) ecco forse quel partito sarebbe valsa la pena. Io Walter ti ho voltato anche l’ultima volta perché sono un coglione e tutto sommato non ho grandi interessi da farmi difendere dalla classe politica. Questi qui non ti hanno votato perché non li rappresenti, questo cobo1Paese tu non te lo immagini neanche ed è la maggioranza dei soggetti che ad ogni elezione fanno vincere. Questo è quanto. Sei intelligente simpatico colto e ogni tanto spiritoso (adesso un po’ meno di un tempo) ma è ora che ti levi dalle palle. Tu e la tua cricca (intesa come più o meno tutti quelli che sono in televisione con te in occasione di qualche riunione che fai per decidere quale indignazione sollevare nella settimana che arriva contro questo Governo vergognoso) ecco tu e questi dovreste lasciare il posto a qualcuno che questo Paese lo vede e lo sente per quello che è: brutto sporco e cattivo. Il vento nuovo è questo caro Walter se ascolti bene lo senti.

Episodio 136

novembre 8, 2008

E poi non mi è mai giunta voce di un circolo online del Partito Democratico americano intestato a Walter Veltroni, giusto per fare paragoni.

Episodio 124

novembre 2, 2008

innanzitutto, ormai la dinamica dei fatti è stata sia pure approssimativamente ricostruita. la riassumo brevemente qua giusto a promemoria per gli appunti successivi (ovviamente se ci sono news al riguardo sono benvenute). il Blocco Studentesco ha attaccato, a un certo punto della mattinata, il camioncino dei COBAS (c’è video e il leader del Blocco tra gli aggressori è facilmente riconoscibile dalla camicia a righe – li si vede arrotolare le cinture in chiara preparazione alla cinghiamattanza). attaccano apparentemente senza motivo, si dice che sia stato perchè volevano guadagnarsi la cima del corteo e hanno iniziato a litigare coi cobas: comunque, sono quelle cose di cui non si saprà mai.
comunque l’attacco dei fascisti lì per lì viene respinto con pochi danni da entrambe le parti (un paio di pischelli sbucciati). dopo la scaramuccia il Blocco entra in piazza Navona e si arrocca dal proprio camioncino, tirando giù le spranghe e mettendosi sulla difensiva. in tutto questo la polizia è silente e inattiva. nel frattempo i gruppi di sinistra si riorganizzano e marciano verso piazza Navona per vendicarsi. La polizia li tiene separati per un po’, poi, “inspiegabilmente”, lasciano entrare i rossi -ormai in assetto da combattimento- e non sgomberano nè disarmano i neri, in classica formazione da scontro di piazza. pochi minuti, qualche fumogeno, e i ragazzi della Via Pal possono finalmente giocare alla guerra.

brullonulla sui ragazzi della Via Pal in Piazza Navona e tutto il resto (immagine via)

Episodio 107

ottobre 27, 2008

Dopo aver letto cronache e commenti sulla manifestazione di sabato uno potrebbe farsi l’idea che il Partito Democratico esista veramente. È un’idea totalmente sbagliata, fattene una ragione e vai avanti. Oppure continua a leggere Il Riformista.

Episodi 106

ottobre 27, 2008

Le persone che vanno in viaggio di nozze dovrebbero restarci, non tornare più o andare ad abitare in un altro continente. Sopportare ore e ore di racconti, video e fotografie è una tortura insopportabile e la Convenzione di Ginevra non dice niente cazzo.

Episodio 103

ottobre 25, 2008

Con tutto quel che succede in giro è sorprendente che ci sia ancora qualcuno pronto a scendere in piazza con Walter Veltroni, il più grande fallimento della politica italiana. Secondo me li pagano. Non c’è altra spiegazione, soprattutto dopo aver letto che ci sarà Max Pezzali in concerto.

Episodio 99

ottobre 19, 2008


(via)

Episodio 95

ottobre 18, 2008

Ascoltando l’intervista al ministro Brunetta di giovedì a Otto e Mezzo (ma che programma del cazzo è diventato?) ho ricavato delle bruttissime opinioni su questa gente al governo ma sono quelle che ho da tempo e quindi bado al futile. Il giornalista a metà intervista si è permesso di attaccare duramente il ministro così: “tutti gli italiani vanno a lavorare alle otto del mattino perché il Governo della Repubblica si riunisce alle dieci del mattino?”. Il ministro non si è affatto scomposto: “Non è vero, domani per esempio ci riuniamo alle nove”.

Episodio 65

ottobre 9, 2008

Al TG1 ieri sera dopo la cronaca “di una giornata tesissima”, Maria Luisa Busi ha annunciato così un servizio evidentemente non in linea con l’atmosfera del giornale: “E adesso tiriamo un po’ il fiato”.
Aveva però l’aria parecchio scocciata.

Episodio 56

ottobre 4, 2008

M.: anche io vittima della polizia di Ciampino
L’ennesimo caso di intolleranza e violenza nella capitale hanno questa volta come protagonista negativo la polizia aeroportuale di Ciampino. Tutte le prime pagine della stampa italiana sono dedicate alla vicenda di Amina Sheikh Said, la donna somala segregata e tenuta nuda per quattro ore in una stanza dell’aeroporto di Ciampino.
V. M., presidente di E. C., la confederazione di associazioni di tutela dei diritti civili e umani, ha rilasciato una dichiarazione su questa vicenda: “Prima di tutto voglio manifestare la mia solidarietà per Amina Sheikh Said, vittima dell’ intolleranza e del razzismo ormai dilagante nel nostro paese; in secondo luogo la mia associazione sarà ben lieta a mettere a disposizione della signora Said il suo pool di legali, qualora volesse agire legalmente contro la polizia di frontiera dell’aeroporto di Ciampino”
“Sono scandalizzato da questa vicenda – continua M. – ma non ne sono meravigliato: circa 4 mesi fa anche io e mia moglie siamo stati vittime dell’arroganza e della violenza della polizia aeroportuale di Ciampino. Per il solo fatto di non essere passato attraverso le transenne che conducono al check in – non c’era nessuna persona in fila – sono stato preso a spintonate e a parolacce da una poliziotta. La cosa è continuata con degli inutili controlli fatti solo per cercare di farci perdere il volo”.
L’avvocato M. ha depositato, all’epoca dei fatti che lo hanno visto sfortunato protagonista, una denucia presso la questura di Ciampino: “La mia denuncia contro la polizia di frontiera dimostra che c’è qualcosa che non quadra in quel di Ciampino. Spero che adesso, in sede legale, sia fatta giustizia per la signora Amina Sheikh Said e per quello che è capitato a mia moglie e al sottoscritto”.

brouhaha. ha!